IL metodo THD (Dearterializzazione doppler guidata) rappresenta la chirurgia indolore per le emorroidi. Risulta infatti una metodologia meno invasiva delle altre, poiché non si ha l’asportazione di tessuto, ma solamente applicazione di punti di sutura interni, sulla mucosa rettale, zona caratterizzata da insensibilità al dolore.
l TDH viene accoppiato ad una sonda Doppler per la rilevazione del flusso di tali arterie che vengono legate in una zona priva di sensibilità al dolore. Dopo il processo della legatura di tali arterie abbiamo la cessazione del flusso arterioso senza la compromissione del flusso venoso abbiamo dunque il rapporto afflusso e deflusso che cala in maniera evidente. Così le emorroidi si congestionano e non sanguinano più. Tale tipo di intervento comportando un trauma di limitata entità può essere eseguita tranquillamente in anestesia locale e day hospital, infatti il paziente può riprendere con accurati accorgimenti dopo 24/48 ore la sua normale attività. La metodica PPH(Procedure for Prolaspe Haemorroids) Longo parte dal presupposto che il prolasso è che scatena la malattia perciò si può agire su esso senza asportare le emorroidi. Perciò si interviene sulla mucosa prolassata che sta sopra le emorroidi ed è la "colpevole" del prolasso, con lo stapler contemporaneamente si asporta il prolasso e la mucosa viene ricongiunta con microclips al titanio, conseguentemente non vi è alcuna incisione anale.
L’intervento viene eseguito in anestesia locale e dura dai 10 ai 15 minuti non è assolutamente necessario il ricovero, se l'intervento è eseguito bene non insorgono complicazioni. Non esiste una terapia post operatoria e i pazienti riprendono le loro normali attività nel giro di quattro o cinque giorni. Questo trattamento può essere fatto con tutte le emorroidi che necessitano di un intervento chirurgico poichè il prolasso è sempre presente. In Italia tale tipo di intervento viene praticato molto essendoci molti medici chirurgi che hanno acquisito una notevole esperienza.