Può essere di due tipi,si definisce prolasso mucoso se interessa solo la mucosa del retto e prolasso totale del retto se si estroflette tutta la parete del retto. I sintomi in genere sono difficoltà nell’evacuazione, perciò stitichezza, l’emissione più volte di poche feci, tante volte il paziente durante l’emissione delle feci deve aiutarsi manualmente, si ha un quadro di ano umido, si riscontrano secrezioni di muco, irritazione e forte prurito.
Inoltre lo stare molto in piedi e i molteplici sforzi fisici provocano molti disturbi fra i quali peso e dolore anale. Nel prolasso completo poi si ha grande difficoltà a trattenere le feci e i gas, provocando una vera forma di incontinenza. La diagnosi viene accertata dopo una visita proctologica. Ma quali tipi di interventi si consigliano? Esistono due tipi di interventi,uno per via addominale (in chirurgia aperta o laparoscopica) questo tipo di intervento generalmente viene fatto per prolassi completi e in persone di età giovanile, si fissa il retto all’osso sacro con o senza protesi in modo che vi sia una certa stabilità ed uno per via perineale transanale, in questo caso ci troviamo sempre davanti a prolassi interni dove è prevista la rimozione del tessuto. Nel bambino il prolasso mucoso del retto è dovuto ad una debolezza delle strutture di sostegno del retto e a sforzi di tipo addominale in seguito a crisi di pianto, stitichezza o diarrea, ma è destinato a risolversi senza particolari problemi.
Mentre nell’adulto è particolarmente causa dellle emorroidi e della patologie che ne derivano. L’intervento chirurgico pare che possa riportare a complicanze in alcuni casi,alcune si possono verificare durante l’operazione, altre subito dopo e altre ancora a distanza di tempo. Complicanze dopo l’intervento possono essere sanguinamento e lesione degli organi interni quali intestino uretere e vescica, infezioni urinarie ,formazioni di ascessi o fistole, complicanze che spesso richiedono una più lunga degenza o l’utilizzo di farmaci. Tra le complicanze tardive la stipsi.