Interventi chirurgici nell’antichità

Già anticamente venivano fatti interventi chirurgici per operare le persone di emorroidi.

Fra le urla del paziente sottoposto ad unguenti caustici che le essicavano,e l’introduzione seppur ortodossa di cannule nella regione anale, il problema era già presente e molteplici terapie si tentavano per risolvere il grave problema.

Pare addirittura che il faraone avesse un medico specializzato per la regione anale ,le prime tecniche di trattamento delle emorroidi infatti riallacciandoci a quanto detto sopra, nell’antico Egitto si basavano sull’applicazione di unguenti di terribili sostanze che in un certo senso provocavano la sclerosi del gavocciolo emorroidario (cosi’ vengono chiamate le emorroidi), tutto quanto dico è documentato ampliamente nel papiro di  Chester Beatty del 1200 a.C.

Invece dalla Grecia il tutto ci viene documentato da Ippocrate,il padre della nostra medicina che tratta del problema in modo ampio,ma a onor di gloria vorrei dedicare a lui un capitolo a parte percio’ mi limito a delineare a grandi linee il suo impegno nella metodica chirurgica della emorroidectomia.

Anche i romani tentarono di dare una loro risposta all’argomento e dunque fra le figure di maggior spicco ecco Aulo Cornelio Celso (30 d.C) che tratto’ il problema in modo egregio ed esauriente nel “De re medica”con la legatura o asportazione dei gavoccioli emorroidari.

Anche nell’epoca medioevale il problema venne affrontato e i malcapitati secondo quanto ci tramandano subivano loro malgrado il legamento del gavocciolo emorroidario senza anestesia.

Molti altri importanti luminari asserirono e sperimentarono le loro metodiche da Salmon a Miles fino ad arrivare nel 1937 con i chirurghi Millingan e Morgan la cui metodica è tutt’ora utilizzata e fortunatamente si effettua con anestesia totale , è un intervento chirurgico classico che si basa sull’asportazione chirurgica delle emorroidi.

Oggi comunque si sta facendo strada il metodo Longo che interviene sulle emorroidi prolassate è meno doloroso e permette un recupero veloce del paziente.