Le fistole perianali sono canali comunicativi fra la cute e il canale anale, di dimensione e lunghezza variabile. Sono quasi sempre la conseguenza di un ascesso, la suppurazione della cute perianale, che si apre all’esterno. Le cause vere e proprie non sono ancora molto chiare, probabilmente parte da un’infezione delle ghiandole del canale anale. Ma è facile riconoscerle?
Il proctologo con la sua valida esperienza può darne la diagnosi, anche perché a seconda del percorso si differenzia. Anche se il paziente può averne avvisaglia avvisando disturbi in sede anale, soprattutto in fase acuta con aumento della temperatura, senso di peso e fuoriuscita di materiale purulento, talvolta misto a sangue. Riallacciandoci dunque a quanto detto prima della diagnosi del medico a seconda del percorso le fistole si distinguono in :
- fistola intersfinterica quando coinvolge il muscolo dello sfintere interno.
- fistola transfinterica inferiore o superiore quando attraversa entrambi gli sfinteri in alto o in basso.
- fistola sovra sfinterica quando contorna il bordo superiore del muscolo puborettale per poi discendere.
- fistola extrasfinterca quando è al di fuori dello sfintere esterno e perfora il muscolo elevatore.
Ma come si curano? In qualsiasi fase acuta o cronica si curano con intervento chirurgico. Solo quelle semplici si possono trattare una sola volta a livello ambulatoriale e il trattamento di tipo antibiotico è utile solo all’inizio della malattia per circoscriverla. Il trattamento chirurgico richiede una forte esperienza e una precisa conoscenza dei muscoli sfinterici. Gli interventi sono:
- La fistulotomia che è un intervento che viene fatto nei casi più semplici, viene messo a piatto tutto il tragitto fistoloso.
- La fistulectomia ossia asportazione in blocco del tramite fistoloso.
- Viene posizionato un setone, un filo elastico o di sutura,viene inserito nel tramite fistoloso e lasciato tre o quattro settimane e provoca l’eliminazione della fistola.