Le emorroidi, le ragadi anali, le fistole perianali, i tumori benigni e maligni dell’ano e del retto, l’incontinenza,i disturbi dell’evacuazione, il prolasso del retto, la stipsi. Ma in che consiste una visita proctologica?
In tale tipo di visita il paziente espone al medico i propri disturbi elencandoli in modo preciso, dopo questo colloquio il medico gli farà una breve visita generale dopo di che procederà con quella rettale, inserendo un dito nella cavità anale. Tale tipo di visita non deve assolutamente arrecare dolore al paziente altrimenti viene subito interrotta. In genere per compiere questa visita il paziente assume posizione fetale ma ogni medico ha le sue metodiche alcuni preferiscono quellla in ginocchio, altri la posizione ginecologica. Per permettere una esplorazione più minuziosa del canale rettale esiste l’anoscopia o proctoscopia che consiste nell’introduzione del retto di un piccolo cilindro di plastica trasparente, solitamente indolore, ma ad ogni cenno di fastidio il medico può interrompere la visita. Ma ora accenniamo brevemente le patologie che studia la proctologia. Non ci soffermeremo sulle emorroidi e sulle ragadi dal momento che ne abbiamo parlato per esteso precedentemente, le prime sono delle vene che si ingrandiscono e provocano molti fastidi, le seconde invece sono dei piccoli taglietti intorno all’ano.
Le fistole perianali sono spesso una conseguenza delle ragadi che non riconosciute e trascurate provocano un’infezione dei tessuti. Sono dei piccoli tunnel che mettono in comunicazione la cute perianale con l’interno del canale anale, spesso sono preceduti da un ascesso. I tumori benigni e maligni dell’ano si presentano come lesioni vegetanti e ulcerate. Il prolasso del retto è una fuoriuscita della parete rettale attraverso il canale anale verso l’esterno. La stipsi è un’emissione rara delle feci che talvolta risultano troppo dure, e talvolta è la causa di gravi malesseri. I disturbi dell’evacuazione riguardano varie patologie di cui parleremo piu’ estesamente un’altra volta.